I manoscritti dell’autobiografia di Fuchida Mitsuo (淵田 美津雄, 1902-1976), meglio noto come il Capitano che condusse l’attacco aereo su Pearl Harbor l’8 dicembre del 1941 e che trasmise il famoso segnale in codice “Tora, tora, tora!” che indicava che l’attacco a sorpresa era andato a buon fine, sono stati custoditi da suo figlio maggiore per trenta anni e tra breve saranno pubblicati.
I manoscritti descrivono le istruzioni sugli attacchi che Fuchida, allora Capitano di Corvetta della Marina Imperiale Giapponese, impartì all’Imperatore Showa, e raccontano della rivalità tra gli ufficiali per applicare la migliore strategia d’attacco — storie queste inedite e mai raccontate.
Fuchida comandò lo squadrone aereo dalla portaerei Akagi, che era tra le portaerei usate durante l’attacco di Pearl Harbor.
Stando ai manoscritti, 18 giorni dopo l’attacco su Pearl Harbor, Fuchida andò con l’Ammiraglio dell’Armata Navale Nagano Osami (永野修身,1880-1947) al Quartier Generale Imperiale per informare l’Imperatore dell’esito degli attacchi, usando fotografie e schizzi realizzati a mano. L’Imperatore rimase affascinato dalle fotografie, guardandole più volte da ogni angolazione. Il rapporto doveva durare 30 minuti, ma fu prolungato fino a 90 minuti. Dopo l’udienza l’Imperatore andò via con le foto, dicendo che le voleva mostrare all’Imperatric
Per onorare i nove militari che morirono a bordo dei piccoli sottomarini affondati durante l’attacco, il Quartier Generale Imperiale diede l’oro il titolo di Kyūgunshin (九軍神, Nove Eroi di Guerra), e annunciò che loro erano responsabili dell’affondamento della nave da guerra statunitense Arizona, che in realtà era stata affondata dall’aeronautica giapponese, stando ai manoscritti. Come risultato, lo staff della marina ebbe gran da fare per placare i piloti infuriati perchè non era stato dato loro il giusto riconoscimento.
Genda Minoru (源田実, 1904-1989), allora capo dello staff della Marina Imperiale, era stato un compagno di classe di Fuchida presso L’Accademia Navale e diresse le operazioni aeree nelle prime fasi dell’attacco. Stando ai manoscritti, Genda, che dopo la guerra divenne parlamentare alla Camera dei Consiglieri, nel giugno del 1942, mentre era in rotta verso la Battaglia delle Midway, si lamentava del fatto che non aveva tempo per preparare la battaglia perché occupato a rimettere ordine nella Marina dopo l’attacco su Pearl Harbor.
Fuchida fu ferito gravemente in battaglia, ma riusci a riprendersi e ad insegnare all’università navale, diventando poi ufficiale responsabile per le operazioni aeree per la Marina, mantenendo la sua carica fino alla fine della guerra. Dopo aver visto la devastazione causata dalle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, Fuchida si convertì al Cristianesimo e viaggiò per gli Stati Uniti predicando la sua nuova religione.
Leggendo i manoscritti, lo scrittore Hosaka Masayasu ha detto che mai prima di allora un Capitano era stato ricevuto in udienza dall’Imperatore. “È superfluo dire che i manoscritti hanno un grandissimo valore storico. La stessa vita di Fuchida è stata molto interessante perchè era un militare e un cristiano”, ha detto Hosaka.
I manoscritti saranno presto pubblicati dalla Kodansha Co., con il titolo giapponese “Shinjuwan Kōgeki Sōtaichō no Kaisō – Fuchida Mitsuo Jijoden” (真珠湾攻撃総隊長の回想 – 淵田美津雄自叙伝, Memorie di un Capitano sull’attacco di Pearl Harbor — Autobiografia di Fuchida Mitsuo).
(articolo a cura di newsdalgiappone.com)
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