Geisha, si guarda al futuro per preservare il passato

Il volto increspato dall’età e l’udito debole…la 98enne Kokin è fiera di aver dedicato tutta la sua vita all’essere geisha, ammirata dagli uomini per il suo fascino, la sua intelligenza, e la sua bellezza.

Ma la geisha più vecchia del mondo rimpiange il periodo antecedente la Seconda Guerra Mondiale, quando i quartieri delle geisha si riempivano di vita subito dopo il calar del sole — le geisha vestite in fluttuanti kimono di seta si recavano in risciò verso i ryōtei (料亭) dove intrattenevano uomini facoltosi in banchetti che duravano fino all’alba.

Oggigiorno le strade dei quartieri delle geisha sono piuttosto tranquilli in un Giappone dove la vita notturna è ampiamente illuminata dalle insegne delle discoteche, degli hostess bars e dei karaoke, lasciando molte geisha nostalgiche per i tempi andati e soprattutto senza lavoro. “I clienti di una volta parlavano con noi a lungo. Oggi i clienti, soprattutto quelli più giovani, non hanno niente di cui parlare con noi. Vanno dritti al karaoke“, dice Kokin, che usa solo il suo nome d’arte, come è usanza tra le geisha.

Kokin, non ha figli o nipoti di cui prendersi cura ora che è anziana, ma conserva nel cuore e nella mente i ricordi di gioventù, quando gli uomini la pagavano per il tempo necessario ad un bastoncino d’incenso di consumarsi dopo essere stato acceso.

“A quel tempo durante l’estate ero solita starmene seduta su una panchina a rinfrescarmi senza aver niente da fare, e qualcuno mi chiedeva se ero libera e si offriva di pagarmi per un bastoncino d’incenso. La gente chiedeva di me, anche se si trattava solo di un’ora”, dice Kokin., chiamata affettuosamente  “Kokin neesan” (sorella maggiore Kokin).

Oggigiorno ci sono pochissime geisha che per cifre esorbitanti intrattengono gli ospiti cantando, danzando, e conversando.  Nel 1928, quando Kokin intraprese questo mestiere, in Giappone c’erano almeno 80.000 geisha, ora  ce ne sono  un migliaio.  Solo trecento  a Tokyo.

 I loro clienti sono per la maggior parte uomini d’affari e politici, ma con la crisi economica degli anni ’90 e i recenti scandali, molti clienti hanno lasciato il giro delle geisha.
Una cena costa intorno agli 80.000 yen (circa 500 €), e il prezzo sale a seconda del numero di geisha invitate. Ma anche prima degli anni ’90 molti uomini hanno preferito alle cene nei ryōtei i moderni comfort di un hostess bar o di un karaoke. E questo a discapito della professione di geisha. “Il presidente di una compagnia, se ha una cinquantina di anni, probabilmente non è mai andato a cena con una geisha“, dice Asahara Sumi, autore di molti libri sulle eleganti intrattenitrici. “Ma se uno non prova non può dire com’è. E se non si conosce, non si può star male a pensare che questo mondo meraviglioso stia scomparendo”.
Allarmati del fatto che le geisha sono ormai in via d’estinzione, un gruppo di Tokyo e alcune compagnie turistiche hanno iniziato a rendere i quartieri delle geisha più accessibili come lo sono ad esempio a Kyoto. A Kagurazaka, l’Ikimachi Club, un’organizzazione no-profit, organizza delle spettacoli con geisha in zone del quartiere dove le geisha non sono solite farsi vedere, rinchiuse nei ryōtei. “La tradizione delle geisha sopravviverà all’interno dei ryōtei per le persone in grado di pagare molto per loro. Ma per preservare il mondo delle geisha come parte della nostra cultura, elle dovrebbero farsi conoscere ad un pubblico più vasto”, dice Hioki Keiko, vice presidente dell’Ikimachi Club. Le performance sono aperte anche ai turisti tramite i tour organizzati dalla Michi Travel Japan.

Anche i ryōtei si trovano sotto pressione per cambiare.

I ristoranti, completi di giardini con rocce, rare opere d’arte, e ottima cucina, sono di solito accessibili agli onajimi-san, i clienti regolari. Come le geisha, anche i proprietari dei ryōtei dicono che il business è diventato lento e non dà più profitto. Il Sakurajaya (櫻茶屋), un ryōtei del quartiere Mukojima di Tokyo in attività da 64 anni, dal 2002 è aperto anche ai turisti attraverso il tour operator Hato Bus. In un gruppo di 30 turisti si può godere una cena con sei geisha per meno di 10.000 yen (circa 62 €). Il Sakurajaya tramite il suo sito web recluta anche nuove geisha, anche se le giovani donne che vogliono intraprendere questa professione devono aspettarsi una vita poco piacevole fatta di rigoroso allenamento nella danza, negli strumenti musicali classici, e nel rituale della cerimonia del tè.

Alcuni puristi non vedono di buon occhio questi cambiamenti, come ad esempio le geisha che danno spettacoli per i turisti. Ma per Kanae, geisha del quartiere Asakusa di Tokyo, salvare la professione della geisha va oltre il preservare le arti tradizionali. “Molto del Giappone si è occidentalizzato. Molte persone non sanno parlano più nemmeno un giapponese corretto. Ma nel nostro mondo, rimane il meglio del Giappone. Così spero che sempre più persone, sia giapponesi che stranieri, siano pronti per conoscere meglio il nostro meraviglioso mondo”.

(articolo a cura di newsdalgiappone.com)

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