Il volto increspato dall’età e l’udito debole…la 98enne Kokin è fiera di aver dedicato tutta la sua vita all’essere geisha, ammirata dagli uomini per il suo fascino, la sua intelligenza, e la sua bellezza.
Ma la geisha più vecchia del mondo rimpiange il periodo antecedente la Seconda Guerra Mondiale, quando i quartieri delle geisha si riempivano di vita subito dopo il calar del sole — le geisha vestite in fluttuanti kimono di seta si recavano in risciò verso i ryōtei (料亭) dove intrattenevano uomini facoltosi in banchetti che duravano fino all’alba.
Oggigiorno le strade dei quartieri delle geisha sono piuttosto tranquilli in un Giappone dove la vita notturna è ampiamente illuminata dalle insegne delle discoteche, degli hostess bars e dei karaoke, lasciando molte geisha nostalgiche per i tempi andati e soprattutto senza lavoro. “I clienti di una volta parlavano con noi a lungo. Oggi i clienti, soprattutto quelli più giovani, non hanno niente di cui parlare con noi. Vanno dritti al karaoke“, dice Kokin, che usa solo il suo nome d’arte, come è usanza tra le geisha.
“A quel tempo durante l’estate ero solita starmene seduta su una panchina a rinfrescarmi senza aver niente da fare, e qualcuno mi chiedeva se ero libera e si offriva di pagarmi per un bastoncino d’incenso. La gente chiedeva di me, anche se si trattava solo di un’ora”, dice Kokin., chiamata affettuosamente “Kokin neesan” (sorella maggiore Kokin).
Oggigiorno ci sono pochissime geisha che per cifre esorbitanti intrattengono gli ospiti cantando, danzando, e conversando. Nel 1928, quando Kokin intraprese questo mestiere, in Giappone c’erano almeno 80.000 geisha, ora ce ne sono un migliaio. Solo trecento a Tokyo.
Anche i ryōtei si trovano sotto pressione per cambiare.
I ristoranti, completi di giardini con rocce, rare opere d’arte, e ottima cucina, sono di solito accessibili agli onajimi-san, i clienti regolari. Come le geisha, anche i proprietari dei ryōtei dicono che il business è diventato lento e non dà più profitto. Il Sakurajaya (櫻茶屋), un ryōtei del quartiere Mukojima di Tokyo in attività da 64 anni, dal 2002 è aperto anche ai turisti attraverso il tour operator Hato Bus. In un gruppo di 30 turisti si può godere una cena con sei geisha per meno di 10.000 yen (circa 62 €). Il Sakurajaya tramite il suo sito web recluta anche nuove geisha, anche se le giovani donne che vogliono intraprendere questa professione devono aspettarsi una vita poco piacevole fatta di rigoroso allenamento nella danza, negli strumenti musicali classici, e nel rituale della cerimonia del tè.
Alcuni puristi non vedono di buon occhio questi cambiamenti, come ad esempio le geisha che danno spettacoli per i turisti. Ma per Kanae, geisha del quartiere Asakusa di Tokyo, salvare la professione della geisha va oltre il preservare le arti tradizionali. “Molto del Giappone si è occidentalizzato. Molte persone non sanno parlano più nemmeno un giapponese corretto. Ma nel nostro mondo, rimane il meglio del Giappone. Così spero che sempre più persone, sia giapponesi che stranieri, siano pronti per conoscere meglio il nostro meraviglioso mondo”.
(articolo a cura di newsdalgiappone.com)
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