100 milioni di giapponesi al voto. Partito Democratico rischia la Camera Alta

Domani mattina urne aperte in Giappone per il rinnovo di metà della Camera Alta, e oggi, ultimo giorno della campagna elettorale, sono scesi in campo i maggiori esponenti politici di maggioranza ed opposizione per contendersi gli elettori delle circoscrizioni elettorali più contese.

Il Primo Ministro Kan Naoto (菅直人), 63 anni, leader del Partito Democratico Giapponese (民 主党,, Minshu-tō), ha esortato gli elettori a non lasciare che lo “storico cambiamento di regime” avvenuto lo scorso anno vada sprecato. “Abbiamo creato un ambiente in cui voi cittadini potete svolgere un ruolo guida in politica”, ha detto Kan nel suo ultimo discorso elettorale che ha tenuto in serata (orario locale) ad Urayasu (prefettura di Chiba). “Abbiamo fatto un grande passo in avanti. Comprendete l’importanza di questo risultato ottenuto”.

Nonostante molti sondaggi abbiano mostrato che il Minshu-tō rischia di perdere la maggioranza alla Camera Alta, Kan ha esortato gli elettori a dare un’altra possibilità al suo partito in modo che possa portare a termine le sue politiche di rivitalizzazione del paese. “Ho fiducia nel vostro verdetto”, ha dichiarato Kan, che un mese fa ha sostituito l’impopolare Hatoyama Yukio.

Tanigaki Sadakazu (谷垣 禎一), 65 anni, leader del Partito Liberal-democratico (自由民主党, Jiyū-Minshu-tō, più spesso chiamato “Jimin-tō”), il principale partito all’opposizione, ha invece dichiarato alla platea degli elettori di Kai (prefettura di Yamanashi), che il modo di governare del Minshu-tō è arbitrario e irresponsabile. “Per tornare ad avere una politica decente, dobbiamo sconfiggere il blocco al governo e impedirgli di avere una maggioranza”, ha detto. Il Jimin-tō ha governato il Giappone quasi ininterrottamente per oltre 50 anni fino a quando il Minshu-tō ha ottenuto una storica vittora alle elezioni della più importante Camera Bassa nell’agosto dello scorso anno. “Dipende da questa sfida se la politica giapponese può tornare ad essere valida”, ha detto Tanigaki.

Un totale di 437 candidati si contenderanno domani 121 seggi, sia attraverso collegi uninominali (o bi-nominali) sia con assegnazioni attraverso liste proporzionali. Stando ai sondaggi pre-elettorali effettuati dai principali media giapponesi, sembra che sia piuttosto difficile che la coalizione  Minshu-tō/Kokumin Shintō (Nuovo Partito Popolare, 国民新党) possa conquistare 56 seggi, ovvero il numero che basta ai partiti al potere per mantenere la maggioranza alla Camera.

Indipendentemente dal risultato, il Minshu-tō rimarrà al potere in quanto controlla la Camera Bassa. Tuttavia, se perdesse la maggioranza, subirebbe una battuta d’arresto, perchè è probabile che il clima politico giapponese si faccia più turbolento, visto che la Camera Alta può rallentare l’azione di governo. Molti dei sondaggi mostrano che il Minshu-tō non potrà ottenere più di 50 seggi, nonostante l’obiettivo che si è auto-imposto Kan sia quello di ottenere almeno 54 seggi. Il Jimin-tō ha buone possibilità di vincere circa 45 seggi, contro i 38 che detiene attualmente.

Tuttavia i programmi dei due maggiori partiti giapponesi si somigliano sotto molti aspetti. Una delle ragioni per cui il Minshu-tō sta affrontando una dura battaglia è legata alle posizioni di Kan riguardo la riforma fiscale. Kan, che prima di diventare Primo Ministro era Ministro delle Finanze nel governo Hatoyama, durante la campagna elettorale ha difeso strenuamente il rigorismo fiscale, invitanto Jimin-tō e i partiti minori a considerare l’eventualità di aumentare l’imposta sui consumi (ovvero l’iva, che in Giappone è del 5%). L’aumento dell’imposta dei consumi fino al suo raddoppio è in realtà già auspicata dal Jimin-tō, per cui sembra che i due partiti la pensino allo stesso modo in materia di risanamento fiscale, anche se il Minshu-tō ha anche spesso invocato il taglio alle spese inutili dell’apparato pubblico.

In questo contesto il Minna no Tō (みんなの党), formato da Watanabe Yoshimi (渡辺 喜美), 58 anni, che lo scorso agosto ha lasciato il Minshu-tō, si è opposto agli aumenti fiscali e ha posto al centro della sua campagna elettorale l’eliminazione degli sprechi nella spesa pubblica. I sondaggi assegnano al partito di Watanabe 10 seggi.

Domani, dalle 7:00 alle 20:00, si recheranno alle urne circa 100 milioni di cittadini giapponesi. I risultati delle elezioni saranno disponibili lunedì mattina. Dei 121 seggi a disposizione, 73 vengono attribuiti in collegi uninominali (o bi-nominali), mentre il restante tramite sistema proporzionale (l’elettore può scrivere sulla scheda elettorale il nome di un candidato o indicare un partito politico). Sono 12 in tutto i partiti che si contenderanno seggi con il sistema proporzionale.

Fonte: Kyodo News (trad. e a cura di Bea Montanari)

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