Si è svolta ieri a Tokyo una cerimonia commemorativa per ricordare i giapponesi detenuti e morti nei campi di lavoro in Siberia alla fine della Seconda Guerra Mondiale, lo riporta la rete televisiva NHK.
Il 23 agosto di 66 anni fa, l’allora leader sovietico Joseph Stalin ordinò che i soldati e i civili giapponesi che si trovavano in Cina fossero catturati e mandati nei campi di lavoro in Siberia. Si stima che in tutto i giapponesi deportati come prigionieri di guerra in Siberia siano stati 575.000.
Alla cerimonia, che si è svolta presso il Cimitero Nazionale per i Militi Ignoti Chidorigafuchi (千鳥ケ淵戦没者墓苑, Chidorigafuchi Senbotsusha Boen), hanno partecipato 120 persone.
Un ex soldato di 82 anni sopravvissuto alla detenzione, ha detto durante la cerimonia che l’età media di quanti sono riusciti a sopravvivere ai lavori forzati è ora vicina ai 90 anni. L’uomo ha chiesto al governo di localizzare e riportare in Giappone i resti di chi è morto nei campi al più presto possibile.
Stando al Ministero del Welfare, circa 55.000 persone sono decedute in Siberia, la maggior parte durante l’inverno 1945-1946. Il Ministero da 20 anni sta lavorando al rimpatrio delle salme dei detenuti, ma ancora non sono stati trovati i resti di 34.000 persone.
All’inizio del mese, il governo giapponese ha deciso di aumentare gli sforzi per recuperare quante più salme possibili in occasione del 70esimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale che cadrà nel 2015.
(articolo a cura di newsdalgiappone.com)
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