Solo il 71,9% degli studenti universitari che il 31 marzo termineranno il corso di studi ha già trovato un impiego nel mondo del lavoro. Si tratta di 3,1 punti percentuale in più rispetto allo scorso anno, ma secondo record negativo dal 1996.

Il sondaggio è stato effettuato dal Ministero del Lavoro in collaborazione con il Ministero dell’Educazione, che hanno intervistato studenti universitari dell’ultimo anno di 62 università (sia pubbliche che private) e diplomandi di 20 scuole superiori.

Per quanto riguarda le scuole superiori, il 73,1% dei diplomandi ha già accettato un’offerta di lavoro. Rispetto allo scorso anno, la percentuale è più alta nelle prefetture colpite dal terremoto dell’11 marzo dello scorso anno, dove il governo centrale ha adottato particolari misure per l’occupazione dei giovani: 15,9% in più nella prefettura di Miyagi, 3,9% in più ad Iwate, e 6,9% in più nella prefettura di Fukushima.

Stando al Ministero del Lavoro, in tutto il Giappone 117.000 laureandi non hanno ancora trovato lavoro. La causa è da ricercare nel calo di offerta da parte delle aziende, preoccupate per la crisi finanziaria europea e lo yen forte.

In Giappone, dove le scuole, di ogni ordine e grado, e l’anno fiscale iniziano in aprile, le aziende  iniziano proprio nel mese di aprile a prendere i primi contatti con gli studenti universitari del quarto anno e i diplomandi delle scuole superiori. Di solito le proposte di lavoro sono ufficializzate nel mese di ottobre, come vogliono le linee guida sancite dalla Japan Business Federation (日本経済団体連合会, Nippon Keizai Dantai Rengoukai).

(articolo a cura di newsdalgiappone.com)