Elezioni: i Liberal-democratici tornano al potere

Abe ShinzoI Liberaldemocratici di Abe Shinzō  vincono le elezioni politiche anticipate e ritornano al potere in Giappone dopo la pausa di tre anni, battendo i Democratici del premier Noda Yoshihiko. È questo il risultato degli exit poll diffusi a urne appena chiuse dalla tv pubblica NHK.

GLI EXIT POLL - Secondo gli exit poll i Liberademocratici conquisterebbero un minimo di 275 e un massimo di 310, mentre l’alleato New Komeito da 27 a 36: insieme i due partiti potrebbero quindi superare i due terzi dei 480 seggi che compongono la Camera Bassa. Per i Democratici, saliti al potere 3 anni fa, si profila una disfatta: appena 55-77 seggi contro gli oltre 310 del 2009, al punto che potrebbero essere battuti dal cosiddetto «terzo polo» ultranazionalista (partito della Restaurazione del Giappone) fondato dal sindaco di Osaka, Toru Hashimoto, e guidato dall’ex governatore di Tokyo, Ishihara Shintarō , accreditato al momento di 40-61 deputati.

CHI È SHINZO ABE – Abe Shinzō , leader conservatore dei Liberaldemocratici, sarà quindi di nuovo premier dopo l’esperienza del 2006-07, conclusasi con un suo esaurimento psico-fisico oltre che con una sonora sconfitta elettorale. Abe, 58 anni, è il riferimento dei nazionalisti giapponesi ed è apertamente sostenuto, ad esempio, dall’associazione «Ganbare Nippon» (Forza Giappone), promotrice della più grande protesta pubblica anti-cinese legata al duro scontro diplomatico sulla sovranità delle isole Senkaku/Diaoyu. Ex delfino del carismatico premier Koizumi Junichirō , Abe è l’ultimo esponente di una famiglia politica blasonata: il padre Shintarō è stato ministro degli Esteri, mentre suo nonno Kishi Nobusuke è stato primo ministro. Quest’ultimo, detenuto dalle Forze Alleate come criminale di guerra di Classe A, fu rilasciato nel 1948 e mai incriminato o processato dal Tribunale militare internazionale per l’Estremo Oriente.

DEMOCRATICI SCONFITTI - La gestione dell’emergenza, soprattutto dell’emergenza nucleare, è sostanzialmente costata il posto a Kan e costa caro nel complesso al Partito democratico. Noda, per esempio, è percepito come quello che ha fatto ripartire due reattori dopo Fukushima, ma anche quello che vuole dal 2030 la chiusura dell’industria nucleare giapponese. Sulla fiducia nel suo governo ricade la colpa dell’aumento della bolletta energetica del paese.

(Fonte: Corriere della Sera)

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